L’Italia è bloccata. L’hanno bloccata gli autotrasportatori che, nel modo giusto o nel modo sbagliato, portano avanti la loro battaglia. Si fermano i tir, e oggi quasi il 90% dei distributori di benzina chiuderà, perché rimasti a secco, e i negozi, gli alimentari, sono con gli scaffali vuoti. A parte è il disagio sulle strade, molto relativo, soprattutto se la vediamo dal punto di vista ambientale. In questi giorni l’Italia ha ripreso a respirare. L’inquinamento si è abbassato. Gli italiani sono più rilassati quando non guidano. Una pace interiore ritrovata. Magari rimangono a casa a scopare. Potrebbe esserci un incremento delle nascite tra nove mesi. Anche la nostra amata ideologia consumista ne ha risentito. Ma, come un fumatore che soddisfatto smette di fumare per due giorni, dopo crolla e va in crisi di astinenza. E il fumo dei tubi scappamento dei tir, è un fumo pregiato. Il cohiba della strada.
Naturalmente, le proteste degli autotrasportatori hanno fini ben precisi, che non sono questi.
Comunque, in Italia oltre l’85% delle merci è trasportato dai tir, il restante in ferrovia e solo una piccola parte viene trasportato sui mari e sui fiumi. Si fermano i tir, si ferma l'Italia. Secondo me, è questo il problema. In Germania, un paese economicamente più forte del nostro, più grande, più popoloso, il trasporto delle merci su gomma rappresenta solo il 50% del totale. Ma qui in Italia, le cose vanno sempre un pochettino in modo diverso. L’Italia, d’altronde, è l’unico Paese al mondo rimasto senza corrente per via di un albero caduto in un altro Paese, in questo caso la Svizzera. Il problema, allora, non è tanto far riprendere a circolare i tir, il problema è strutturale. Non si può bloccare un Paese perché un settore interrompe le proprie funzioni. La risposta che la politica e le organizzazioni del settore devono dare è un’altra: il trasporto su gomma deve essere limitato drasticamente, a vantaggio del trasporto su ferrovia, ma soprattutto, ove possibile naturalmente, sul trasporto marittimo e fluviale. Questo è il futuro, questo è saper organizzare e strutturare il settore dei trasporti. In particolare, il trasporto marittimo è meno inquinante è meno costoso, così come pure quello ferroviario, rispetto a quello su gomma.
Ne guadagneremmo di salute e di tasca.
Ps
L'immagine rappresenta un paesaggio che è di pace, di un'Italia che anche se per poco, ha ripreso a "respirare".
Diego Garcia
L'altro lato della medaglia
mercoledì 12 dicembre 2007
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9 commenti:
MIrco concordo pienamente con te.
Bisogna incrementare il trasporto su rotaie. Ne guadagneremmo di salute tutti.
TH
non smetterò mai di dirlo che sono favorevole a questa protesta..e condivido,il trasporto delle merci deve essere smistato anche nelle vie marittime,cosi anche le strade sono + libere e + respirabili
bisogna incentivare la cura del ferro perche solo risolvendo questo problema eviteremo al paese non solo di essere meno inquinato ma anche di far fronte a scioperi come questo
Mirco d'accordissimo con te.
Bisogna diminuire il trasporto su gomma e incrementare quello ferroviario e fluviale. Ne guadagneremo di salute e di soldi. E magari eviteremo anche qualche sciopero...
Inoltre il trasporto ferroviario e marittimo è anche più veloce su gomma...nonostante questo il blocco totale che si sta verificando attualmente è veramente assurdo. Non si può bloccare un paese intero in questo modo privando i cittadini dei servizi più importanti
Accetti uno scambio link?
Complimenti per il blog
ciao
http://questoequello.blogspot.com/
Ottimo post. Ogni evento ha diverse chiavi di lettura: lo sciopero ha bloccato l'Italia e ha creato un sacco di disagi.
Lo sciopero è stato gestito male, ma effetivamente dovrebbe far riflettere sul modo attraverso cui in Italia si spostano le merci: tutto su gomma.
Noi inquiniamodi più, creaiamo traffico stadale, siamo più lenti e poi... ci stupiamo dei disagi ceati dallo sciopero!!! ;-)
salpetti.wordpress.com
Per quanto riguarda, la protesta in sè, a me ha fatto enormemente piacere vedere tutto bloccato.
Anzi tanti, hanno capito che qualcosa non andasse come dovrebbe, quando sono andati ai distributori e non hanno trovato benzina.
Ed è vergognoso che si debba arrivare a tanto, per vedersi riconosciuti dei diritti.
Ormai il prezzo del gasolio (e non parliamo di quello della benzina) sta raggiungendo livelli inimmaginabili.
Il costo del casello autostradale non ne parliamo.
Ben venga la protesta degli autotrasportatori che come giustamente hai scritto tu, ha portato anche un pò di "SALUTE" e di aria pulita nel nostro bel paese.
E vafancul, w la bicicletta anche se solo per due giorni
Andrea D'Andrea alias radiohead
La situazione dei tir sembra essere migliorata quasi in tutta la penisola. Per la benzina si parla di un ritorno alla normalità entro 48 ore, per i supermercati di una settimana (anche se qui a Roma la situazione non sembra poi tanto critica)
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