Il grande Indro Montanelli si rivolterebbe nella tomba se solo potesse vedere la fine che ha fatto il suo Giornale. Montanelli, un giornalista,vero, che non si è piegato di fronte a nessuno. Fondò Il Giornale dopo aver lasciato Il Corriere perchè questo si era schierato.
Tanti lo considerano un maestro. Pochi hanno capito i suoi insegnamenti. Uno tra i pochi è Marco Travaglio. E su Il Giornale di oggi due articoli consiglio di leggere:
I "NO CAV" VOGLIONO CORRERE ALLE EUROPEE
e
GIA' IMPAZZA IL TOTOCANDIDATI. SFIDA TRAVAGLIO-GUZZANTI. IL NOME NUOVO?UMBERTO ECO
Il primo è di Stefano Filippi, il secondo di Roberto Scafuri. Questi due servitori hanno dipinto l'ipotesi di una lista del cosidetto "movimento dell'antipolitica" come una vittoria per chi li considera qualunquisti e populisti. A dimostrazione ancora del fatto che l'informazione è come un cavallo con le briglie e con i paraocchi.
Innanzittutto, non voglio dare un giudizio sul senso di questa lista, voglio solo far notare come ancora una volta l'informazione sia strumentalizzata e pronta ad attaccare che è fuori dagli schemi.
Per prima cosa non sarebbe una lista "antipolitica", ma una lista Politica. Con la P maiuscola. E' un errore concettuale, e propagandistico. Non si può essere contro la "politica", in generale, perchè la politica è sempre esistita e sempre esisterà, ma si può essere contro qualche tipo di "politico", il che è molto diverso. Ad esempio i corrotti, i volta gabbana, gli ignoranti, i condannati in via definitiva, i mafiosi ecc ecc. Filippi e Scafuri, questa differenza, non l'hanno colta. Pochi la colgono. Filippi e Scafuri ritengono che una scelta del genere sia una vittoria del Palazzo contro questo movimento. Perchè il Palazzo è troppo affascinante. E' irresistibile. E che quindi anche i più eversivi ne sono ammaliati. Questo pensano. Il movimento dell' "antipolitica", candidandosi, sarebbe sconfitto. Filippi e Scafuri sembrano emozionati. Felici. Non importa se questo "movimento" rappresenta già fuori dai palazzi milioni di persone e che magari la scelta di fare una lista rappresenti la conseguenza più logica di chi sente una grande responsabilità sulle spalle. La responsabilità di dare voce ai cittadini che non si sentono più rappresentati da corrotti e condannati in via definitiva. Guardiamo la medagli dall'altra faccia. Quanta gente c'era in piazza al V-Day, al V-day 2 e a Piazza Navona?Tanta. Troppa per non essere presa in considerazione. E di mezzo ci va anche Di Pietro, reo di aver leggittimato da dentro il Palazzo, un movimento contro il Palazzo. Ma qui ritorniamo al discorso di prima. Sono le persone, i politici, ad essere prese di mira, e non la "politica" nel suo essere. Quindi Di Pietro fa bene ad ascoltare la piazza, ad ascoltare i cittadini, che vogliono non la morte della politica, ma una Politica, sempre con la P maiuscola, diversa. Filippi e Scafuri dipendono dalla politica, dalla p minuscola.
E non è la comodità della poltrona ad attrarre gente come Travaglio o la Guzzanti verso la politica, ma il dare senso a tutto quello che hanno detto e fatto finora. Un seguito pratico, logico. La politica deve cambiare in Politica. E per questo servono gli "antipolitici", ovvero i "proPolitici". Ma per Filippi e Scafuri, forse è meglio avere Mastella a Bruxelles.
dal blog di MIRCO SIRIGNANO
Diego Garcia
Filippi e Scafuri
mercoledì 20 agosto 2008
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6 commenti:
Eila, mi piace spesso ruotare l'acquisto dei quotidiani, ma quando mi imbatto nel Giornale, il più raramente possibile, i mal di pancia ed i nervosi sono inevitabili.
Faziosità, falsità, arroganza, continua leccatura del potere.
Citare Montanelli ed il Giornale di oggi nella stessa frase, è quasi una bestemmia. Proprio in questo mese mi sto guardando la Storia d'Italia raccontata da Indro, con moderatore Elkann.
Fa paura lo stile e la lucidità con cui Montanelli racconta, alla perfezione, equilibri ed anni difficilissimi.
A presto, ti aspetto sul blog per l'iniziativa "IO NON LODO!", ecco il link
http://nonleggerlo.blogspot.com/2008/08/idea-evasione.html
anche io dico sempre che Montanelli si sta rivoltando nella tomba!
è meglio lasciar perdere il giornale, non dimentichiamoci chi sono i proprietari...
Certo, l'informazione vera è altrove, ma non sta nemmeno nel Corriere della Sera.
I quotidiani si sono liofilizzati in posizioni standard, non esistono scoop o prese di posizioni nette, oramai il controllo politico e finanziario ha preso il sopravvento.
Certo che leggere La Stampa è una cosa, leggere il Giornale è un'altra. Oggi l'informazione dobbiamo andarcela a prendere, spegnere la tv, navigare in maniera saggia, acquistare libri di valore ...
Facendo un'indagine sul Lodo Alfano, ho scoperto che la maggior parte della popolazione nemmeno sa cos'è, figurati saperlo contestare!
Ti saluto, a presto.
Rispetto tutti, chiunque si candidi alle elezioni. Non tutti faranno politica. Che questi facciano politica con la P maiuscola non lo so, la cosa che devo dire è che trovo uno preco di energie fare micropartiti con le stesse idee. Se sono ambientalisti, giustizialisti ecc. potrebbero unirsi a partiti o liste idealiste già esistenti.
Caro Mirco e cari amici di Diego Garcia, perdonatemi; non per dare ragione ai due tipi del Giornale, ma sono convinto che una candidatura dei "no Cav" sarebbe la disfatta definitiva del movimento, che a dispetto della folla in piazza l'8 luglio, da tempo mostra la corda.
Vi invito a leggere questo articolo di Paolo Barnard in proposito: in particolare il paragrafo intitolato Mafie, 'parrocchie' e informazione.
Se già gli "industriali dell'indignazione", come li chiama Barnard, sono organizzati a "parrocchia", con la trasformazione in partito tale struttura sarebbe definitivamente palese. Come risultato, ci sarebbero le solite beghe di lista, faide, dispetti; e o il partito sarà bravo a mediare (offrendo poltrone) oppure gli esclusi si vendicheranno, facendo apparire i "no Cav" assetati di potere esattamente come i "Cav" .
Ma anche se questo triste scenario non dovesse prendere forma, entrando in politica i "no Cav" dovrebbero comunque "sputtanarsi", col risultato di non apparire più i duri e puri che appaiono ora - o meglio, che apparivano qualche anno fa.
d'accordo con marco
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