Le letteruccie tra Bernardo e Silvio


ll boss Bernardo Provenzano avrebbe tentato di far recapitare alcuni messaggi a Silvio Berlusconi nei primi anni novanta, attraverso una serie di intermediari. La circostanza emerge dagli interrogatori di Massimo Ciancimino, il figlio di don Vito, l'ex sindaco di Palermo condannato per mafia. Il padrino corleonese, sempre secondo questa ricostruzione, sarebbe il latore di tre missive che facevano riferimento a richieste e minacce, una delle quali rivolte al figlio di Berlusconi.
Questi particolari sono contenuti in due interrogatori del 30 giugno e dell'1 luglio scorso, depositati, con tante parti con omissis, nel processo al senatore Marcello Dell'Utri che si svolge in corte d'appello, dove il politico è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. E proprio Dell'Utri, condannato in primo grado a nove anni di reclusione, viene indicato da Ciancimino come il mediatore fra Provenzano e Berlusconi. Fra i due verbali vi sono molte discrasie, probabilmente collegate al fatto che il figlio di don Vito non si aspettava che i pm trovassero la lettera. Per il dichiarante, infatti, questa storia "é cento volte più grande di me". Secondo Ciancimino jr. le missive erano dirette all'ex presidente di Publitalia, il quale avrebbe dovuto girarle al "destinatario finale" che era indicato in Silvio Berlusconi.

La novità che emerge solo oggi è che sarebbero tre le lettere, inviate dal boss fra il 1991 e il 1994. La prima missiva, secondo Ciancimino, sarebbe partita prima della consegna del cosidetto 'papello': un elenco di favori, richiesti da Cosa Nostra, presentato da Riina a una parte delle istituzioni, a cavallo delle stragi mafiose del '92. Due di queste lettere Massimo Ciancimino sostiene di averle ricevute direttamente dalle mani di Pino Lipari, il 'consigliori' che gestiva i beni di Provenzano e i suoi contatti con la politica. A una di queste consegne, avvenuta nella villa a mare a San Vito Lo Capo di Lipari, sarebbe stato presente anche Provenzano.
Nel foglio sequestrato dai carabinieri fra le carte di Vito Ciancimino, che adesso è depositato nel processo a Dell'Utri, si fa esplicito riferimento "all'onorevole Berlusconi", e alla "posizione politica", a cui il mittente della missiva voleva "portare un contributo (che non sarà di poco)", chiedendo pure di mettere a disposizione una delle sue emittenti televisive, in modo da evitare il "triste evento". Questa lettera, secondo Ciancimino jr., sarebbe stata la terza in ordine di tempo.
Il secondo messaggio il figlio di don Vito dice di averlo ricevuto in una busta chiusa dal giovane autista di Provenzano. Un ragazzo che nei primi anni novanta avrebbe accompagnato il boss. Il ruolo dell'ex sindaco mafioso in tutto ciò sarebbe stato quello di "consulente" di Provenzano, e solo in una occasione avrebbe fatto da mediatore consegnando la copia della lettera a un tale "Franco" che doveva poi darla a Dell'Utri.

Fonte: Ansa Palermo (10 luglio 2009)

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25 commenti:

  1. Adriano Smaldone says

    ma berlusconi ha sempre vissuto con la mafia aveva qualunque rapporto con questi percio. per tutte le cose che sono successe in passato è anhche colpa sua non c'e da meravigliarsi. del resto su you tube ci sono video che dimostrano reati di mafia da parte del premier è tutto scritto basta leggerlo


    sytry82 says

    Come non dimenticarci di Zu Binnu? E' un vero peccato che non ne abbiano saputo sviluppare tutte le potenzialità. Pensate che indici d'ascolto se fosse stato impiegato a "C'è posta per te" ...


    Alberto says

    Ecco da dove arrivano certi plebisciti in Sicilia, caso mai qualcuno avesse ancora qualche dubbio.


    il monticiano says

    Da qualcuno che siede su poltrone dove non dovrebbe neppure avvicinarsi pare che abbia dimenticato troppe cose. Il "libero" sbarco degli americani in Sicilia nella II^ guerra; Portella della Ginestra; Salvatore Giuliano e soci, Ciancimino, Lima. i Greco e potrei continuare. Se non tratti con la mafia non ottieni niente, tantomeno i voti alle elezioni.


    Le Favà says

    Siamo messi veramente male se si stroverà una qualcosa di vero e confermato da più fonti. Già comunque questo dovrebbe far decadere il governo. Già questo.


    Ermes says

    berlusconi veniva minacciato dalla mafia, e non denunciò niente..
    ora come fa ad essere premier e a chiedere di lottare contro la mafia e l'omertà? semplice: non lo fa...


    Pietro says

    Amore a prima vista...


    marco says

    berlusconi mafioso


    roberta says

    ma cosa ancora dovremo sentire su di lui prima che si dimetta????


    Carmy says

    E certo... Berlusconi senza la mafia non vive... per il resto fa la faccia (un premier deve sempre dire quello che è bene per un cittadino!) per questo dovremmo lottare contro di essa.


    Elsa says

    non mi stupisco di nulla oramai...
    Elsa


    Ettore Gallo says

    @ elsa: nemmeno io...


    Pierprandi says

    Non c'è da stupirsi...Ricordate lo "stalliere" Mangano....?


    Matteo says

    Complimenti per questo tuo lavoro di scandagliamento che giornali e tv omettono di dire. Tutta la carriera, industriale e politica di Berlusconi è stata accompagnata dalla vicinanza alla mafia. E poi dicono, anche a sinistra, che sarebbe un pessimo politico ma "un bravo imprenditore". Ma quale bravo imprenditore! bravo truffatore.


    Ale says

    l'ansa di palermo ha scritto questo?
    cavolo...non me lo sarei mai aspettato


    Ivo Serentha and Friends says

    Speriamo di poter continuare a pubblicare determinate notizie,non vedo come possano esistere approfondimenti sul tema tra i media che ci ritroviamo.

    Prima Andreotti ora l'unto dal signore,chi sarà il prossimo,perchè un successore ci sarà sicuramente,altrimenti non si chiamerebbe più Italia...

    Ciao,

    && S.I. &&


    amatamari© says

    Quanto riportato è di una gravità inaudita ma ancora di più è sconcertante il silenzio che si registra in ambito politico.
    Il premier è intoccabile, ed è un dato di fatto.


    il cuoco says

    Bè tra mafia e supposta P2 ha fatto davvero carriera...


    Sgang says

    Si registrerà sempre silenzio in ambito pubblico...ma ormai sapete quante cose ci vengono nascoste?Specialmente a partire dalla chiesa...se non si discute di quello si puo mai discutere di questo?


    Andrew says

    @ Ale: in effetti anche a me ha sorpreso il fatto che l'Ansa di Palermo ha pubblicato questa notizia


    tommi says

    questa è una delle situazioni più imbarazzanti e sconvolgenti che il nostro paese si ritrova ad afforntare. se le cose dovessero essere confermate ed emergere come prove utili nel processo, il nostro paese non sarebbe più lo stesso.
    speriamo che la cosa venga portata avanti.
    tommi


    Alessandro Tauro says

    E' pur sempre la terra del 61 a 0!

    Per assurdo, non mi indigna la notizia in sé che emerge grazie alle rivelazioni di Ciancimino jr. (che in questi giorni sta esponendo una serie di fatti che al confronto Gomorra di Saviano è un libro per scuole elementari), mi indigna l'incapacità di indignazione collettiva.

    La stessa che è mancata durante le condanne di Dell'Utri e Cuffaro e durante le apparizioni del nome di Berlusconi durante i processi di mafia.


    articolo21 says

    che notizia comunista! vergognati! ahah


    Andrew says

    @ articolo 21: auahahahahah


    Marco says

    Lo sapevo che Berlsconi e la mafia erano amici, e già da un pò, e sapevo che c'entrava qualcosa con le stragi del 1992 ("mandanti a volto coperto"). Ho letto tutto qua http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/processi.html, ma delle lettere tra Provenzano e il Nano, non ne sapevo niente. Interessante però comearticolo.